La Cavalchina

Il Gran Ballo in maschera del Carnevale veneziano la cui tradizione risale agli inizi dell'Ottocento, richiama tutti gli anni appassionati spettatori da tutto il mondo.
Per l'occasione la platea dello storico teatro viene liberata dalle poltroncine per ospitare la pista da ballo. La serata si compone di musiche classiche e tradizionali rigorosamente suonate dal vivo e spettacoli allestiti sul palcoscenico.

Ad aprire le danze, come ogni anno l'ultimo sabato di Carnevale, i passi leggiadri di un purosangue che fa il suo ingresso a sorpresa nella platea del teatro, attraversando tra due ali di folla, e giungendo sul palco dove volteggerà come in un'arena. Un cavallo vero, a volte bianco, a volte nero, a volte montato da un cavaliere, altre da un'amazzone. E poi gli acrobati, i comici, i cantanti, le orchestre, i danzatori, le maschere, i costumi, i personaggi veneziani di un tempo che fu, le cene raffinate, i camerieri in livrea. È il fascino eterno, immutabile, del Gran Ballo della Cavalchina al Teatro La Fenice, l'appuntamento più prestigioso del Carnevale di Venezia.

La sua formula è unica come unico è il luogo in cui si svolge. Un gran ballo in maschera dell'Ottocento con uso di spettacoli à l'ancienne. Una festa con lo spettacolo dentro. O, se preferite, uno spettacolo con la festa intorno. La platea, liberata dalle poltroncine, diventa per una notte la sala da ballo più prestigiosa del mondo, dove celebri orchestre e affermati disc jockey si alternano fino all'alba con un repertorio che inizia classicheggiante, si apre alle musiche tra le due guerre, e diventa sempre più moderno con il passar delle ore, sempre più rock, poi sempre più discoteca di tendenza, accontentando il pubblico di ogni età e di ogni nazione.

I nomi più celebri del jet set internazionale si aggirano, in splendidi costumi, nel Foyer dov'è collocato l'open bar e dove vengono intrattenuti dai curiosi personaggi di altri tempi fatti rivivere da I Antichi, mentre nelle eleganti Sale Apollinee viene servito il ricco buffet di gala. Sul grande palcoscenico, tra un tempo e l'altro della cena, sfilano i numeri più vari e sorprendenti del teatro di varietà, portati in scena dagli artisti più affermati in campo internazionale, selezionati appositamente dalla Proeventi, in ogni angolo del mondo, in esclusiva per la Cavalchina.

E c'è sempre, ogni anno, un cavallo. Il simbolo della Cavalchina. Un cavallo vero. Vivo, in carne e ossa. Un cavallo che fa il suo ingresso, trionfale, montato dal suo cavaliere, nella sala grande del teatro, che attraversa la platea tra due ali di folla stupita, che sale sul palcoscenico, e sul palcoscenico danza, con la grazia di un ballerino, mostrando le sue virtù e le sue acrobazie in alta scuola. Neanche nell'Ottocento erano riusciti a tanto. Neanche dopo. Abbiamo spulciato negli archivi: mai prima d'ora un cavallo era entrato alla Fenice.

La direzione degli artisti è stata affidata ad Antonio Giarola e Roberto Bianchin.